Azioni contro la discriminazione

Per capire se il trattamento riservato ad una persona è discriminante è sufficiente porsi una semplice domanda: la persona avrebbe ricevuto un trattamento più favorevole se fosse stata di un altro sesso, di un’altra razza, di un’altra età o in una altra condizione di salute?
Se la risposta è affermativa, il trattamento meno favorevole riservato a questa persona è chiaramente discriminante.

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità stabilisce che per discriminazione fondata sulla disabilità “si intende qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo. Essa include ogni forma di discriminazione, compreso il rifiuto di un accomodamento ragionevole” (art. 2 – definizioni).

Oggi difendersi e tutelarsi contro le discriminazioni a danno di persone con disabilità è più facile, grazie alla Legge 1 marzo 2006 n. 67 che stabilisce che “il principio di parità di trattamento comporta che non può essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità” (art. 2).

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